Quando contattarci

Stando a quella che è l’esperienza professionale maturata dai professionisti dello Studio nel corso degli anni, emerge che molte persone si rivolgono ad un avvocato penalista quando, magari dopo avere chiesto pareri a professionisti di altri settori (commercialisti, avvocati civilisti ed altre categorie), il procedimento penale è avanzato e si è perso tempo prezioso per svolgere attività difensiva, anche di tipo preventivo.

In realtà, il momento più importante di un procedimento penale è spesso quello iniziale, quando si ricevono i primi segnali della sua esistenza o si sta valutando come reagire ad un fatto subito: in queste fasi, una scelta sbagliata o un ritardo possono incidere in modo significativo sull’esito del caso.

I professionisti dello Studio assicurano un intervento rapido ed immediato anche in situazioni di urgenza, garantendo anche chiarezza al Cliente sul significato degli atti ricevuti e sui successivi passaggi procedurali, concordando la strategia difensiva da attuare in base alle varie esigenze che di volta in volta vengono rappresentate.

I PRIMI SEGNALI DI UN PROCEDIMENTO PENALE

Esistono atti che, nella maggior parte dei casi, rappresentano il primo momento in cui una persona viene a conoscenza di essere coinvolta in un’indagine penale oppure già in un processo penale incardinato da tempo. La ricezione di uno dei seguenti atti segna una fase in cui è particolarmente importante valutare la propria posizione con un avvocato penalista:

  • Avviso di conclusione delle indagini preliminari (art. 415bis c.p.p.): atto con cui un soggetto viene informato dalla Procura della Repubblica che le indagini preliminari nei suoi confronti sono concluse e che, nel termine di 20 giorni dalla sua ricezione, può esercitare specifici diritti difensivi.
  • Decreto di perquisizione personale e locale (artt. 250 e seguenti c.p.p.): annuncia lo svolgimento di attività investigativa volta, normalmente, alla ricerca di prove nella fase delle indagini preliminari.
  • Decreto di sequestro (artt. 253, 321 o 316 c.p.p.): annuncia una misura adottata per acquisire fonti di prova (sequestro probatorio), per evitare che la libera disponibilità di una cosa possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolarne altri (sequestro preventivo), oppure per garantire il pagamento di obbligazioni civili derivanti da un reato (sequestro conservativo).
  • Invito a presentarsi (art. 375 c.p.p.): atto con il quale il Pubblico Ministero invita un soggetto sottoposto ad indagini a presentarsi per sottoporlo a interrogatorio o per svolgere altre attività che ne richiedono la presenza.
  • Avviso per accertamenti tecnici non ripetibili (art. 360 c.p.p.): la parte viene avvisata della possibilità di partecipare, anche mediante propri consulenti tecnici, ad attività tecniche fondamentali per il procedimento e che non potranno essere replicate successivamente.
  • Avviso di interrogatorio preventivo (art. 291 c.p.p.): atto con il quale il soggetto nei cui confronti è chiesta l’applicazione di una misura cautelare viene invitato dal Giudice a rendere interrogatorio prima che decida sull’applicazione della misura cautelare stessa.
  • Ordinanza applicativa di misura cautelare personale: atto con il quale viene applicata una misura cautelare personale coercitiva (divieto di espatrio, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, allontanamento dalla casa familiare o divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, divieto/obbligo di dimora, arresti domiciliari, custodia cautelare in luogo di cura o in carcere) o interdittiva (sospensione dall’esercizio della potestà genitoriale, sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali).
  • Decreto penale di condanna (art. 459 c.p.p.): provvedimento con il quale il Giudice per le indagini preliminari condanna l’imputato ad una pena pecuniaria, senza che sia stato celebrato un processo. Una volta ricevuto il decreto penale di condanna, la parte ha 15 giorni di tempo per valutare se proporre opposizione, chiedendo la celebrazione di un processo (ordinario o con rito speciale).

È frequente che il reale significato processuale e le implicazioni di alcuni di tali atti non siano immediatamente percepibili. Accade dunque spesso, nella prassi, che la loro ricezione porti a compiere scelte dettate dall’urgenza, dalla convinzione di poter chiarire rapidamente la propria posizione oppure da una sottovalutazione della situazione; così, ad esempio: si chiedono e si ottengono rassicurazioni da persone prive di esperienza nel campo del processo penale; si trascura o rinvia la valutazione dell’atto ricevuto in quanto convinti della propria estraneità; si consultano il web o servizi di intelligenza artificiale per avere delucidazioni; si assumono iniziative spontanee nei confronti di altri soggetti coinvolti o si rendono dichiarazioni immediate senza un corretto inquadramento della situazione…

Tutti questi comportamenti possono avere delle conseguenze pregiudizievoli sullo sviluppo del procedimento penale ed è per questo che già con la ricezione dei primi segnali dell’esistenza di un procedimento è opportuno contattare lo Studio per una accurata e professionale valutazione della vicenda.

QUANDO SI INTENDE PRESENTARE UNA QUERELA/DENUNCIA

Una valutazione professionale preventiva è opportuna anche quando si ritiene di essere vittime di un reato e si sta considerando l’ipotesi di presentare denuncia o querela.

Nonostante l’ordinamento consenta anche di procedere autonomamente presso gli uffici di Polizia Giudiziaria, è opportuno evidenziare che la redazione dell’atto può incidere in modo significativo sugli sviluppi successivi, essendo il presupposto sul quale, eventualmente, viene avviato un procedimento penale.

Una valutazione preliminare e professionale della situazione consente dunque, innanzitutto, di verificare la rilevanza penale del fatto e di individuare la corretta qualificazione giuridica e, in secondo luogo, di evitare l’inserimento di elementi non rilevanti o inopportuni, valorizzare circostanze che possono assumere rilievo probatorio e rispettare i termini perentori e le modalità di presentazione dell’atto richiesti dalla legge, oltre che di sensibilizzare l’interessato sui rischi derivanti da denunce che possano presentare profili di calunniosità.